Nightmare no. 69

volonté fotografo milanoRepeating and repeating
A meaningless mantra
Desires that we should not confess
Words that can’t be of love
And can not be of hate
Under demonic eyes
Among a crowd of lives, of loneliness
You walk alone, with a new unknown person
Under a sky as black as a mourning ribbon
Towards the edge of the town of nothingness
We can’t sleep
We can’t breathe
Relentless heat
The open window
Always
Your wound, red, so red
I can’t steal it because you’ve donated to me
It bleeds with a constant rhythm
The cheap white wine
In the transparent jar
Your fingers over it, over life, painted nails but decaying
I move from one bar to another, at the counter
From a glass to another
The leather sofa
On the Persian carpet
Traveling to the death
Of the night, mine
Under a sky that turns into a blue as a reversed sea
I can’t accept the abandonment
I can’t live with the betrayal
Closed rooms
Again
My wounds, deep, so deep
Untreatable
And my tears, neverending
Fall on the white heated ceramic dish
Evaporating along the ruins of my life.

Ripetiamo e ripetiamo
Un mantra senza senso
Desideri che non dovremmo confessare
Parole che non sanno essere d’amore
E non possono essere d’odio
Sotto occhi demoniaci
Nella folla di vite, di solitudini
Cammini sola, con un nuovo sconosciuto
Sotto un cielo nero come il nastro da lutto
Verso il limite della città del nulla
Non si può dormire
Non si può respirare
Il caldo senza tregua
La finestra aperta
Sempre
La tua ferita, rossa, rossissima
Non posso rubarla perché me l’hai donata
E sanguina a ritmo costante
Il vino bianco da pochi soldi
Nella caraffa trasparente
Le tue dita su di lei, sulla vita, le unghie laccate ma rovinate
Mi muovo da un bar ad un altro, al bancone
Da un bicchiere all’altro
Il divano in pelle
Sul tappeto persiano
In viaggio verso la morte
Della notte, la mia
Sotto un cielo che diventa di un blu come il mare rovescio
Non posso accettare l’abbandono
Non posso convivere con il tradimento
Stanze chiuse
Ancora
Le mie ferite, profonde, profondissime
Insanabili
E le mie lacrime, mai ultime
Cadono sul bianco piatto di ceramica riscaldato
Evaporano insieme alla rovine della mia vita.
_ Hugh S. Graves _

Image info:
“Nightmare no. 69”
Milano, Italy, Nov. 2013
© Massimo S. Volonté

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