Dream no. 80

People o zombies moving in strong backlitA double life, to be lived
Here in the daylight
Beyond this limited space under the stars of the night
Perhaps in the future, if already written, or yet to be invented
For sure in the past, the forgotten one and that indelible
There’s no present
A double life, to be lived
The one that I keep in my pocket and the one I look at again through the half sphere shaped magnifier
Between the pages of a book that you wish you had written
On the sidewalks of the city of nothingness you’d like not to know so well
In the dreams that get lost in the morning
In nightmares that hurt us on the sleeping path
A double life, to be lived
In the photograph in which I don’t recognize me in the middle of the gray scale
In the sublimated life of virtual reality, it doesn’t exist but it’s real
In this small world, among the others and the perception of myself
And in my deep love, deeply different from your
What I am inside, intimate galaxy.

Una doppia vita, da vivere
Qui nella luce del giorno
Al di la di questo ristretto spazio sotto alle stelle della notte
Forse nel futuro, che sia già scritto o ancora da inventare
Certo nel passato, quello dimenticato e quello indelebile
Il presente non è
Una doppia vita, da vivere
Quella che tengo in tasca e poi mi riguardo attraverso la lente a forma di mezza sfera
Tra le pagine di un libro che vorresti aver scritto
Sui marciapiedi della città del nulla che vorresti non conoscere così bene
Nei sogni che si perdono al mattino
Negli incubi che ci feriscono sul sentiero del sonno
Una doppia vita, da vivere
Nella fotografia in cui non mi riconosco in mezzo alla scala dei grigi
Nella vita sublimata della realtà virtuale, inesistente ma presente
In questo piccolo mondo, tra gli altri e la percezione di me
E nel mio amore profondo diverso dal tuo profondamente
Quello che sono dentro, galassia intima.
_ Hugh S. Graves _

Image info:
“Dream no. 80″

© Massimo S. Volonté

Self-portrait LXIII

Symptom of the universe – 0052

Street scene

Image info:
“Symptom of the Universe SU#0052″
Milano, Italy, Nov. 2013
© Massimo S. Volonté

They’ll come to ask you about our love

volonte-massimo_020595Quando in anticipo sul tuo stupore
verranno a chiederti del nostro amore
a quella gente consumata nel farsi dar retta
un amore così lungo
tu non darglielo in fretta
non spalancare le labbra ad un ingorgo di parole
le tue labbra così frenate nelle fantasie dell’amore
dopo l’amore così sicure a rifugiarsi nei “sempre”
nell’ipocrisia dei “mai”
non sono riuscito a cambiarti
non mi hai cambiato lo sai.
E dietro ai microfoni porteranno uno specchio
per farti più bella e pensarmi già vecchio
tu regalagli un trucco che con me non portavi
e loro si stupiranno
che tu non mi bastavi,
digli pure che il potere io l’ho scagliato dalle mani
dove l’amore non era adulto e ti lasciavo graffi sui seni
per ritornare dopo l’amore
alle carezze dell’amore
era facile ormai
non sei riuscita a cambiarmi
non ti ho cambiata lo sai.
Digli che i tuoi occhi me li han ridati sempre
come fiori regalati a maggio e restituiti in novembre
i tuoi occhi come vuoti a rendere per chi ti ha dato lavoro
i tuoi occhi assunti da tre anni
i tuoi occhi per loro,
ormai buoni per setacciare spiagge con la scusa del corallo
o per buttarsi in un cinema con una pietra al collo
e troppo stanchi per non vergognarsi
di confessarlo nei miei
proprio identici ai tuoi
sono riusciti a cambiarci
ci son riusciti lo sai.
Ma senza che gli altri ne sappiano niente
dimmi senza un programma dimmi come ci si sente
continuerai ad ammirarti tanto da volerti portare al dito
farai l’amore per amore
o per avercelo garantito,
andrai a vivere con Alice che si fa il whisky distillando fiori
o con un Casanova che ti promette di presentarti ai genitori
o resterai più semplicemente
dove un attimo vale un altro
senza chiederti come mai,
continuerai a farti scegliere
o finalmente sceglierai.
_ Fabrizio De André (Verranno a chiederti del nostro amore) _

Image info:
“They’ll come to ask you about our love”
Milano, Italy, March 2015
© Massimo S. Volonté

City Sickness – 277

Cityscape with fence, buildings and a man walking at a distance

Image info:
“City Sickness No. 277″
Milano, Italy, Oct. 2013
© Massimo S. Volonté

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