Be weak in a vertical sea

volonte' fotografo milanoCome scavare a mani nude nella terra
Per sentire il sangue mescolarsi con la pioggia
Cauterizzare le ferite vivere per il solo senso che ha
Come nuotare in un oceano congelato
Per sentire il cuore che ti esplode dentro il petto
Vivere per immaginare per percepire il solo senso che ha
Ma io lascio che le cose passino e si sfiorino
Perché non sono in grado di comprenderle
Essere deboli in un mare verticale
Sentire quanto i rischi possano aumentare
E odiare per sentirsi vivi
Per percepire il solo senso che ha
E improvvisamente ritornare primitivi
Essere comici e tornare primitivi
E bere il sangue del nemico solo per gustarne la diversità
Ma io lascio che le cose passino e si sfiorino
Perché non sono in grado di comprenderle
Io lascio che le cose passino e si sfiorino senza toccarsi

Like digging into the ground with bare hands
To feel the blood mingling with the rain
Cauterize the wounds living just for the sense that it has
Like swimming in an frozen ocean
To feel the heart that explodes inside the chest
Living to imagine to perceive just the sense that it has
But I let things pass and touch on
Because I am not able to understand them
Be weak in a vertical sea
Hear how much the risks may increase
And hate to feel ourselves alive
To feel just the sense that it has
And suddenly go back primitives
Be comedians and go back primitives
And drink the blood of the enemy just to savor the diversity
But I let things pass and touch on
Because I am not able to understand them
I let things pass and touch on without touching
_ Paolo Benvegnù (Il mare verticale) _

Image info:
“Be weak in a vertical sea”
Milano, Italy, June 2015
© Massimo S. Volonté

Symptom of the universe – 0067

volonté fotografo milano

Image info:
“Symptom of the Universe SU#0067″
Milano, Italy, July 2015
© Massimo S. Volonté

City Sickness – 296

volonté fotografo milano

Image info:
“City Sickness No. 296″
Milano, Italy, March 2015
© Massimo S. Volonté

Travel light: Woman in red reading

volonté fotografo milano

Image info:
“Travel light: Woman in red reading”
San Francisco, CA, United States, Aug. 1994
© Massimo S. Volonté

Nightmare no. 69

volonté fotografo milanoRepeating and repeating
A meaningless mantra
Desires that we should not confess
Words that can’t be of love
And can not be of hate
Under demonic eyes
Among a crowd of lives, of loneliness
You walk alone, with a new unknown person
Under a sky as black as a mourning ribbon
Towards the edge of the town of nothingness
We can’t sleep
We can’t breathe
Relentless heat
The open window
Always
Your wound, red, so red
I can’t steal it because you’ve donated to me
It bleeds with a constant rhythm
The cheap white wine
In the transparent jar
Your fingers over it, over life, painted nails but decaying
I move from one bar to another, at the counter
From a glass to another
The leather sofa
On the Persian carpet
Traveling to the death
Of the night, mine
Under a sky that turns into a blue as a reversed sea
I can’t accept the abandonment
I can’t live with the betrayal
Closed rooms
Again
My wounds, deep, so deep
Untreatable
And my tears, neverending
Fall on the white heated ceramic dish
Evaporating along the ruins of my life.

Ripetiamo e ripetiamo
Un mantra senza senso
Desideri che non dovremmo confessare
Parole che non sanno essere d’amore
E non possono essere d’odio
Sotto occhi demoniaci
Nella folla di vite, di solitudini
Cammini sola, con un nuovo sconosciuto
Sotto un cielo nero come il nastro da lutto
Verso il limite della città del nulla
Non si può dormire
Non si può respirare
Il caldo senza tregua
La finestra aperta
Sempre
La tua ferita, rossa, rossissima
Non posso rubarla perché me l’hai donata
E sanguina a ritmo costante
Il vino bianco da pochi soldi
Nella caraffa trasparente
Le tue dita su di lei, sulla vita, le unghie laccate ma rovinate
Mi muovo da un bar ad un altro, al bancone
Da un bicchiere all’altro
Il divano in pelle
Sul tappeto persiano
In viaggio verso la morte
Della notte, la mia
Sotto un cielo che diventa di un blu come il mare rovescio
Non posso accettare l’abbandono
Non posso convivere con il tradimento
Stanze chiuse
Ancora
Le mie ferite, profonde, profondissime
Insanabili
E le mie lacrime, mai ultime
Cadono sul bianco piatto di ceramica riscaldato
Evaporano insieme alla rovine della mia vita.
_ Hugh S. Graves _

Image info:
“Nightmare no. 69″
Milano, Italy, Nov. 2013
© Massimo S. Volonté

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