Symptom of the universe – 0052

Street scene

Image info:
“Symptom of the Universe SU#0052″
Milano, Italy, Nov. 2013
© Massimo S. Volonté

They’ll come to ask you about our love

volonte-massimo_020595Quando in anticipo sul tuo stupore
verranno a chiederti del nostro amore
a quella gente consumata nel farsi dar retta
un amore così lungo
tu non darglielo in fretta
non spalancare le labbra ad un ingorgo di parole
le tue labbra così frenate nelle fantasie dell’amore
dopo l’amore così sicure a rifugiarsi nei “sempre”
nell’ipocrisia dei “mai”
non sono riuscito a cambiarti
non mi hai cambiato lo sai.
E dietro ai microfoni porteranno uno specchio
per farti più bella e pensarmi già vecchio
tu regalagli un trucco che con me non portavi
e loro si stupiranno
che tu non mi bastavi,
digli pure che il potere io l’ho scagliato dalle mani
dove l’amore non era adulto e ti lasciavo graffi sui seni
per ritornare dopo l’amore
alle carezze dell’amore
era facile ormai
non sei riuscita a cambiarmi
non ti ho cambiata lo sai.
Digli che i tuoi occhi me li han ridati sempre
come fiori regalati a maggio e restituiti in novembre
i tuoi occhi come vuoti a rendere per chi ti ha dato lavoro
i tuoi occhi assunti da tre anni
i tuoi occhi per loro,
ormai buoni per setacciare spiagge con la scusa del corallo
o per buttarsi in un cinema con una pietra al collo
e troppo stanchi per non vergognarsi
di confessarlo nei miei
proprio identici ai tuoi
sono riusciti a cambiarci
ci son riusciti lo sai.
Ma senza che gli altri ne sappiano niente
dimmi senza un programma dimmi come ci si sente
continuerai ad ammirarti tanto da volerti portare al dito
farai l’amore per amore
o per avercelo garantito,
andrai a vivere con Alice che si fa il whisky distillando fiori
o con un Casanova che ti promette di presentarti ai genitori
o resterai più semplicemente
dove un attimo vale un altro
senza chiederti come mai,
continuerai a farti scegliere
o finalmente sceglierai.
_ Fabrizio De André (Verranno a chiederti del nostro amore) _

Image info:
“They’ll come to ask you about our love”
Milano, Italy, March 2015
© Massimo S. Volonté

City Sickness – 277

Cityscape with fence, buildings and a man walking at a distance

Image info:
“City Sickness No. 277″
Milano, Italy, Oct. 2013
© Massimo S. Volonté

Symptom of the universe – 0051

A boy on the escalator of life...

Image info:
“Symptom of the Universe SU#0051″
Milano, Italy, April 2014
© Massimo S. Volonté

Vincenzina

A young woman standing waiting outside a factoryVincenzina davanti alla fabbrica,
Vincenzina il foulard non si mette più.
Una faccia davanti al cancello che si apre già.
Vincenzina hai guardato la fabbrica,
come se non c’è altro che fabbrica
e hai sentito anche odor di pulito
e la fatica è dentro là…
Zero a zero anche ieri ‘sto Milan qui,
sto Rivera che ormai non mi segna più,
che tristezza, il padrone non c’ha neanche ‘sti problemi qua.
Vincenzina davanti alla fabbrica,
Vincenzina vuol bene alla fabbrica,
e non sa che la vita giù in fabbrica
non c’è, se c’è com’è?

Vincenzina in front of the factory,
Vincenzina, you should wear your headscarf no more…
A face in front of the gate opening now…
Vincenzina, you looked at the factory
as if it were nothing else than the factory
and you even smelt cleanliness
and there’s hard work inside…
“Nil-nil also yesterday, Milan goes this way…
And Rivera who doesn’t know anymore how to score a goal,
it’s so sad, the master hasn’t this kind of problems, neither…”
Vincenzina in front of the factory,
Vincenzina loves the factory,
and doesn’t know there’s no life
in the factory,
and if there is, how is it?
_ Enzo Jannacci (Vincenzina e la fabbrica) _

Image info:
“Vincenzina”
Milano, Italy, Oct. 2013
© Massimo S. Volonté

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